da: Il Mattino della Domenica
di : Mauro Antonini
del: 20 luglio 2025
Giovani arcieri ticinesi sul tetto del mondo
Recentemente un gruppo di giovani arcieri ticinesi ha partecipato ai Mondiali IFAA in Sudafrica. Undici di loro hanno rappresentato la Svizzera con grande onore, conquistando risultati eccezionali. Le società coinvolte sono state gli Arcieri del Bellinzonese e la Società Tiro con l’Arco Calanca, entrambe affiliate a FAAS Svizzera.
I protagonisti e le medaglie:
Lili Grisetti oro nella categoria Jfbh R Arcieri del Bellinzonese
Julian Dafond oro nella categoria Jmlb Arcieri del Bellinzonese
Angelina Floro Vito argento nella categoria Yafbh R Arcieri del Bellinzonese
Giona Lafranchi argento nella categoria Jmbh R Arcieri del Bellinzonese
Christian Floro Vito bronzo nella categoria Jmbh R Arcieri del Bellinzonese
Simon Dafond bronzo nella categoria Jmtr Arcieri del Bellinzonese
Pierre Zanelli 4° posto individuale e argento a
squadre nella categoria Vmbu Arcieri del Bellinzonese
Felice Ricca oro nella categoria Smbu Società Tiro con l’Arco Calanca
Matteo Danzi, Giorgio Bezzola, Stefano Maranta
buoni piazzamenti individuali.
Arcieri del Bellinzonese
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Rudy Novena ci guida alla scoperta del tiro con l’arco, uno sport vivo e autentico |
Rudy Novena (classe 1967) è direttore di Agna (l’associazione che aiuta a gestire le relazioni fra genitori separati con i figli) e anche membro attivo della Società di tiro con l’arco Sporting Chiasso. È monitore Gioventù+ Sport con una particolare attenzione alla formazione e all’accompagnamento dei giovani arcieri. È inoltre dirigente della Federazione Ticinese di Tiro con l’Arco (FTTA) e collabora attivamente per lo sviluppo dello sport in un’ottica educativa e inclusiva.
Grazie a lui, siamo andati alla scoperta di questa disciplina, che da noi non è molto conosciuta anche se recentemente è in ascesa.
Rudy, possiamo dire che il tiro con l’arco comincia ad attecchire?
Il tiro con l’arco in Ticino è una disciplina di nicchia, ma viva, autentica e in lenta ma costante crescita. Non si tratta di uno sport di massa né da riflettori, ma di un'attività che ha saputo ritagliarsi uno spazio tutto suo, grazie alla passione delle società storiche e all’impegno di istruttori e volontari. Attualmente il Cantone può contare una decina di società attive, distribuite sul territorio da Chiasso a Quinto, Locarno, passando per Mendrisio, Lugano, Bellinzona e Tremona. Queste realtà, oggi riunite sotto il coordinamento della Federazione Ticinese di Tiro con l’Arco (FTTA), propongono corsi, allenamenti, eventi, gare internazionali e percorsi per ogni livello e ogni età.
Il numero dei praticanti è da considerarsi buono?
Supera le 250 persone, con una presenza significativa anche tra i giovani, segno che il tiro con l’arco, se ben presentato, riesce a parlare anche alle nuove generazioni. Oltre ai tesserati presso le società di tiro, molti sono gli arcieri che si appoggiano a queste società per puro divertimento, o tramite iniziative che associano alla loro disciplina un momento di tiro con l’arco.
Uno sport che guarda molto al sociale.
Lontano dalla frenesia di altri sport, questa disciplina offre concentrazione, tecnica, disciplina e una relazione profonda con se stessi e l’ambiente. Non a caso, trova spazio anche come pratica complementare per lo sviluppo psicofisico nei ragazzi. Centri di accoglienza per ragazzi in difficoltà scelgono questo sport per permettere ai ragazzi di trovare un nuovo equilibrio e pace mentale. Certo, le sfide non mancano: la scarsità di strutture, la visibilità mediatica limitata, la concorrenza di sport più diffusi. Ma c’è anche molto entusiasmo, voglia di fare rete e il desiderio di rendere il tiro con l’arco più accessibile e conosciuto, sia sul piano sportivo che educativo.
La vostra è una federazione giovane, ma con basi solide grazie a società con anni di esperienza.
Nel 2024 è nata la Federazione Ticinese di tiro con l’arco , con l'obiettivo di dare coesione, visibilità e forza a un movimento finora frammentato tra diverse realtà. La FTTA non si propone solo come coordinamento amministrativo, ma come strumento di promozione, rappresentanza e crescita per tutte le realtà del territorio . Dalla formazione dei coach alle relazioni con le istituzioni, dalla promozione delle gare alla comunicazione verso i media, la federazione punta a colmare le lacune che finora hanno limitato la crescita del movimento.
Possiamo dunque definirlo un movimento in crescita?
Il tiro con l’arco è uno sport millenario, presente ai Giochi Olimpici sin dal 1900 (e stabilmente dal 1972), ma anche in Ticino ha radici ben piantate grazie a società attive da decenni, distribuite su tutto il territorio cantonale. La nostra federazione è ancora giovane e non ha ancora avuto tempo di incidere in profondità sul movimento, ma è nata proprio grazie all’iniziativa e all’esperienza di realtà storiche che da anni lavorano sul campo.
Una disciplina che ha destato interesse e curiosità fra i giovani grazie anche al cinema.
Esatto. Negli ultimi anni, l’influsso dei media e del cinema ( film iconici come Hunger Games, Brave, Robin Hood o Avengers hanno alimentato la curiosità dei più giovani) portano nuovi volti sulle linee di tiro. Il movimento non esplode, ma cresce. Cresce nella qualità della proposta, nella competenza degli istruttori e nel numero di giovani che si avvicinano con entusiasmo, in cerca di concentrazione, equilibrio e... divertimento.
Quali sono le difficoltà maggiori che si riscontrano?
La principale difficoltà è senza dubbio la carenza di strutture adeguate. Il tiro con l’arco non è uno sport “universale” in termini logistici: richiede spazi diversi a seconda della disciplina praticata, e questa specificità complica spesso l’accesso agli impianti. La realizzazione o l’omologazione di percorsi nuovi richiede l’autorizzazione di diversi enti: comuni,
cantone, uffici forestali e ambientali, ciascuno con regolamenti e vincoli specifici. Questo rende il processo lungo, burocraticamente complesso e, talvolta, scoraggiante per le società che vorrebbero investire tempo ed energie nella crescita dello sport.
Recentemente i giovani ticinesi hanno colto risultati importanti ai Mondiali in Sudafrica.
Questi risultati dimostrano il livello tecnico e l’impegno delle società ticinesi nell’educare i giovani arcieri. Al di là delle medaglie, l’esperienza africana è stata formativa sotto ogni aspetto: gestione della pressione, adattamento a un ambiente sconosciuto, confronto internazionale e spirito di squadra. Il Ticino, spesso assente dai grandi riflettori sportivi, ha dimostrato che quando si lavora bene e con passione, si può colpire il bersaglio anche dall’altra parte del mondo.
Che tipo di esperienza è stata per i giovani la rassegna iridata?
Come in ogni sport, l’obiettivo primario è sempre quello di vincere o primeggiare. La voglia di fare bene e competere era palpabile tra i giovani: per alcuni questa determinazione ha portato ottimi risultati, come Julian, primo nella categoria Longbow, e Giona, secondo e terzo nella categoria BHR a CRI. Per altri, invece, l’esperienza è stata più sfidante. Angelina, ad esempio, ha risentito del passaggio alla categoria Jung Adult, trovandosi in difficoltà rispetto al suo precedente successo come campionessa ai mondiali in Finlandia.
Il vostro non è un sport molto seguito dai media. Cosa fate per colmare questa lacuna?
Ed è un peccato perché alle queste nostre spesso partecipano campioni che arrivano dall’estero, in occasione per esempio della tradizionale gara internazionale di Chiasso che si tiene normalmente a dicembre, arrivano da tutta la Svizzera e dall’Italia, con Michele Frangilli, già campione del mondo.
Prossimamente verrà lanciato un percorso alla Rovagina di Morbio.
È un percorso di tiro con l’arco 3d Field + Hunter promosso dalla Società di tiro con l’arco Sporting Chiasso con 28 piazzole. Questa configurazione permetterà, quando conclusa, l’organizzazione di gare internazionali. Per il momento è ancora in fase di realizzazione proprio dovuta all’esigenza di essere certificata e accolta da tutte le parti interessate, Dipartimento forestale ecc. Questo nuovo spazio vuole essere un’ulteriore offerta sul territorio anche per il settore turistico che in questo sport trova la possibilità di conoscere il nostro territorio unito alla loro passione per questo sport.
A.M.
